Quando scegli un corso di Trucco Permanente, è facile concentrarsi sul programma.
Quanti giorni dura.
Quante tecniche comprende.
Quanto costa.
Che kit ti danno.
Se c’è l’attestato.
Tutte cose importanti.
Ma ce n’è una che, secondo me, pesa ancora di più:
chi avrai davanti mentre stai imparando.
Perché puoi avere il programma più bello del mondo, ma se chi insegna si limita a fare una dimostrazione e poi dirti:
“Adesso prova tu.”
sei ancora molto lontana dall’avere imparato davvero.
Un’insegnante non dovrebbe soltanto mostrarti come si fa.
Dovrebbe riuscire a spiegarti perché lo stai facendo in quel modo.
Come il corso di Trucco Permanente di Lalli Grossi Academy.
Perché quella forma.
Perché quel colore.
Perché quell’ago.
Perché quella velocità.
Perché su quella pelle devi cambiare qualcosa rispetto a quella che hai visto prima.
È lì che nasce l’autonomia.
Non quando riesci a copiare un gesto.
Ma quando inizi a capire come prendere una decisione da sola e diventare dermopigmentista partendo da zero.
E questa, per me, è la vera differenza tra frequentare un corso e imparare un mestiere.
Se stai cercando un’insegnante di Trucco Permanente, non fermarti al curriculum o alle foto dei lavori: chiediti soprattutto come insegna.
Un bravo professionista non è automaticamente un bravo insegnante
Essere molto bravi nel proprio lavoro non significa automaticamente essere capaci di insegnarlo.
Sono due competenze diverse.
Una professionista può avere una mano splendida, anni di esperienza e risultati bellissimi.
Ma se non sa spiegarti cosa sta facendo, perché lo sta facendo e dove stai sbagliando, per te quella bravura serve fino a un certo punto.
Quando sei allieva non hai bisogno soltanto di vedere un bel lavoro.
Hai bisogno di qualcuno che sappia osservarti mentre lavori e dirti:
“Qui stai sbagliando pressione.”
“Qui stai guardando troppo la mano e poco il viso.”
“Qui la scelta del colore non è coerente con quella pelle.”
“Qui devi fermarti e ragionare prima di continuare.”
E soprattutto deve riuscire a spiegarti il perché.
Perché se ti correggo senza farti capire il motivo, appena rimani da sola rischi di rifare lo stesso errore.
Un bravo insegnante non ti rende dipendente da lui.
Fa esattamente il contrario.
Ti dà criteri.
Ti dà metodo.
Ti insegna a leggere quello che hai davanti.
Fino al momento in cui cominci a pensare:
“Aspetta, questa volta credo di aver capito da sola cosa devo fare.”
Per me è lì che inizia davvero la formazione.
Cosa deve fare davvero un’insegnante di Trucco Permanente
C’è una cosa che chi insegna dovrebbe imparare molto presto:
un’allieva può dire “sì, ho capito” anche quando non ha capito affatto.
Magari non vuole fare una brutta figura.
Magari pensa di essere l’unica in difficoltà.
Magari ha paura di rallentare il gruppo.
Magari in quel momento le sembra tutto chiaro, poi prende in mano il dermografo e nella testa sparisce improvvisamente metà della teoria.
Succede.
Ed è proprio lì che si vede la differenza tra spiegare e insegnare.
Per me non basta chiederti:
“Tutto chiaro?”
e andare avanti perché hai annuito.
Ti guardo mentre lavori.
Guardo come impugni lo strumento.
Come ti muovi.
Come osservi la pelle.
Come reagisci quando qualcosa non viene come ti aspettavi.
E da lì capisco molto più di quanto potrebbe dirmi un semplice “sì”.
A volte devo fermarti.
A volte devo farti rifare un passaggio.
A volte devo spiegarti la stessa cosa in un modo completamente diverso.
E non c’è nulla di strano.
Le persone non imparano tutte allo stesso modo e con gli stessi tempi.
Un insegnante bravo non dovrebbe farti sentire lenta perché hai bisogno di una seconda spiegazione.
Dovrebbe trovare la spiegazione che ti fa scattare qualcosa in testa.
Perché l’obiettivo non è arrivare alla fine del programma.
È fare in modo che tu arrivi alla fine avendo capito davvero.
Durante la prova su modella, l’insegnante non deve guardare il lavoro: deve guardare te
Perché durante la pratica il punto non è soltanto vedere se il risultato finale è bello.
Devo osservare come ci arrivi.
Come impugni il dermografo.
Come ti posizioni.
Come prepari il lavoro.
Come osservi la pelle.
Come reagisci quando qualcosa non va come avevi previsto.
Come prendi una decisione.
Perché due allieve possono arrivare a un risultato apparentemente simile, ma con un livello di consapevolezza completamente diverso.
Una magari ha capito quello che sta facendo.
L’altra sta semplicemente cercando di replicare quello che ha visto.
Ed è lì che l’insegnante deve intervenire.
Non alla fine, quando ormai il lavoro è fatto.
Durante.
Mentre stai lavorando.
Per correggere un movimento.
Fermarti prima di insistere su una zona.
Farti notare qualcosa che non stai vedendo.
Farti ragionare prima di andare avanti.
Per me la prova su modella non serve solo a verificare se sai “fare le sopracciglia”.
Serve a capire come ragioni quando hai davanti una persona vera.
Ed è proprio per questo che una sola modella, sempre, non basta.
Perfetto. La foto è molto centrata: si vede Lalli accanto all’allieva mentre lavora, quindi racconta esattamente ciò che stiamo dicendo nell’articolo: presenza, supervisione, correzione durante la pratica. Qui non serve una foto “bella”: serve una foto che dimostri il metodo.
Il corso finisce. L’insegnante dovrebbe restare
Poi arriva il momento che mette davvero alla prova tutto quello che hai imparato.
Il corso finisce.
Torni a casa.
Prepari la tua postazione.
E davanti a te non c’è più l’insegnante.
C’è una cliente vera.
Ed è proprio lì che possono nascere domande che in aula non avevi ancora avuto motivo di farti.
“Questo colore va bene?”
“Questa pelle mi sembra diversa da quelle che ho visto.”
“Sto lavorando nel modo corretto?”
“Qui cosa faresti?”
Per questo, secondo me, l’assistenza dopo il corso non dovrebbe essere un extra da comprare a parte o qualcosa che scade dopo qualche mese.
Fa parte della formazione.
Io ho creato il gruppo privato Le Allieve di Lalli già nel 2016 proprio per questo motivo.
Se sei stata una mia allieva, continui a esserlo anche quando il corso è finito.
Puoi confrontarti.
Fare domande.
Mostrarmi un dubbio.
Chiedermi un parere.
Perché il momento in cui hai più bisogno di essere accompagnata non è sempre quello in cui sei seduta in aula.
Molto spesso arriva dopo.
Quando inizi davvero.
E per me lì non dovresti sentirti improvvisamente sola.
Il corso finisce. L’assistenza no.
Prima di scegliere l’insegnante, conoscila
Puoi leggere il curriculum di una docente.
Guardare i suoi lavori.
Leggere recensioni.
Studiare il programma del corso.
Ma c’è una cosa che nessuna pagina web può dirti fino in fondo:
come ti senti quando quella persona ti insegna.
Ti spiega in modo che tu capisca?
Puoi farle domande senza sentirti fuori posto?
Ti corregge spiegandoti il perché?
Ti fa ragionare oppure ti chiede soltanto di copiarla?
Per questo, prima di chiederti di iscriverti a un percorso completo, io preferisco incontrarti.
Nel mio Mini Corso gratuito di circa 3 ore puoi conoscermi, vedere come insegno e mettere davvero le mani su un dermografo professionale.
Fai una prima prova su pelle sintetica.
Mi fai tutte le domande che vuoi.
Capisci come ragiono.
E soprattutto puoi decidere se sono davvero io la persona dalla quale vuoi imparare.
Perché scegliere un corso è importante.
Ma scegliere chi avrai accanto mentre impari lo è ancora di più.
Prima provi. Poi decidi.



